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24 Apr 2019
Pacifico
James Cook: 250 anni fa il capitano arrivava sull’isola di Tahiti

L’isola di Tahiti ha una ricca storia legata alle origini della sua popolazione, entrata in contatto dal 1700 in avanti con gli avamposti europei dei pionieri navigatori e scopritori di terre lontane. Le diverse spedizioni europee che si sono susseguite nel XVII secolo ne hanno fortemente influenzato la storia. Il capitano James Cook fu uno dei primi europei ad approdare sull’isola di Tahiti, per la precisione nel 1769, sulla leggendaria HMS Endeavour con una spedizione scientifica che aveva il fine di osservare il transito di Venere davanti al Sole, cosa che avrebbe permesso di calcolare la distanza tra la terra ed il sole oltre che di approfondire la conoscenza di questi interessanti ed esotici territori.
L’equipaggio dell’Endeavour, al comando del capitano Cook restò sull’isola per alcuni mesi. Con loro c’era il navigatore nativo Tupaia, un tipico “unsung hero” poco celebrato dai libri di storia, che ebbe il grande merito di guidare la spedizione grazie alle conoscenze geografiche e linguistiche delle isole del Pacifico.
Point Venus, sulla costa nord di Tahiti, fu il luogo scelto da Cook per l’osservazione del fenomeno astrale, su una baia famosa per la suggestiva spiaggia di sabbia nera, di origine vulcanica, dove oggi si trova il Pearl Beach Resort, ed è ancora possibile vedere il faro costruito quasi un secolo dopo l’evento, nel 1867, un’importante testimonianza dell’incontro tra le due popolazioni: europea e polinesiana, oltre ad essere l’unico faro presente sull’isola.